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Lunedi in Radio

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    Pietro Gaeta

  • 01.15

    Beautiful R.A.P.

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  • 07.00

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    45 minuti non stop

  • 07.50

    Spazi

    Max Mollica & Gemmano

  • 08.00

    Special

    Matteo Morelli

  • 09.00

    Come Eravamo

    Pino Gambacorta

  • 10.15

    Musica dallo Stivale

    Gianpiero Valecchi

  • 11.40

    Filastrocche

    Monica Steger

  • 11.45

    Formula Indie

  • 13.45

    La voce del Chiascio

    Elisabetta Fratellini

  • 13.55

    Poesie

    Mari Mantovani

  • 14.00

    Karate Italy

    Elisa Tentellini

  • 14.30

    Special

    Matteo Morelli

  • 15.45

    Sport Benessere e Salute

    Emanuele Mocci

  • 16.00

    Tutti Pazzi per Fido

    Marco Bottieri

  • 16.30

    Noi siamo infinito

    Laura V. Mantovani

  • 17.45

    CESVOL Umbria

  • 17.50

    Finalmente...parleremo di misticismo!

    F. Baciucco

  • 18.00

    Welcome World

    Carlo Mantovani

  • 19.00

    Parole di Musica

    Marialuisa Giammarioli

  • 19.30

    Music Selection

    Speakers Vari

  • 20.00

    Le Favole

    Antonella Nunnari

  • 20.05

    Karaoke

    Michele Menghini

  • 20.30

    La città del Sole

    Serenella Mariani

  • 20.45

    Father and Son

    Antonello Tacconi

  • 21.45

    Antenna Web

    Only Music by Charlie One

  • 22.30

    Mezz'ora con...Fusion

    Sandro Fumini

  • 23.00

    Night Selection

    Il meglio delle selezioni di R.A.P.

  • 23.55

    Poesie

    Amedeo Susta

Quegli anni 70/80 - Fausto Manasse

Quante volte abbiamo sentito dire dai nostri anziani “ai miei tempi tutto era diverso” e, da giovani,
facevamo spalluccia e tornavamo ai nostri intrighi mentali? Gli anni sono passati e, dopo aver sballato
abbondantemente, come me, la soglia dei sessant’anni, che ci pareva allora irraggiungibile, ci ritroviamo a
dire le stesse cose e a rivivere mentalmente quell’esperienze, che allora ci sembravano banali ed ora ci
tornano come ricordi rilevanti della nostra esistenza. Mi rendo conto solo ora di aver avuto la fortuna di
vivere una giovinezza ricca di esperienze piacevoli e costruttive, in una società dove, malgrado tutto,
l’ottimismo nel futuro ci accompagnava a passi decisi verso la maturità. Era la fine degli anni 70 ed i primi
degli anni 80. Non erano anni facili : lotte sociali, Brigate rosse, tanta droga che uccideva intorno, tasche
vuote, eppure… Ma forse è solo il ricordo della gioventù che ci fa apparire tutto più bello. Era il 1982, ero
andato a trovare un amico a Milano Marittima , ricordo che trovai una stanza orrenda da un’affittacamere e
andavo a pranzo nella pensione dove alloggiava il mio amico. Conobbi una sua amica, non ricordo il nome :
Sabrina o qualcosa di simile. Preciso che questa ragazza non fa parte dei miei occasionali amori giovanili,
ma ne conservo un piacevolissimo ricordo perché mi dette modo di vivere una simpatica ed indimenticabile
esperienza . La ragazza era una sfegatata fan di Renato Zero e faceva parte di un gruppo di giovani che
seguivano l’artista nelle trasferte. Erano soprannominati “ I Sorcini” , appellativo coniato dallo stesso
Renato. Finiti i pochi giorni di vacanza tornai a Spoleto e ripresi il lavoro e la vita di sempre, non ero ancora
sposato e nemmeno fidanzato, bei tempi! L’inverno seguente organizzarono a Spoleto un bellissimo e
divertentissimo Carnevale, che aveva come spazio di spettacoli un palatenda montato nell’immediata
periferia, in un appezzamento campestre chiamato Piazza D’Armi . Una sera , mentre passavo con la
macchina nel centro cittadino, a fianco dell’Hotel dei Duchi, venni assalito da un gruppo di persone
mascherate con a capo un variopinto Renato Zero che cominciò scherzosamente a sbattere i pugni sul
tettino dell’auto. Aprii il finestrino e con aria derisoria dissi : “ Ma che per caso siete le pantecane di Renato
Zero”. Una ragazza nei pressi mi rovesciò in faccia e dentro la macchina una “chilata” di coriandoli.
Riconobbi in lei la giovane conosciuta al mare e subito anche lei, riconoscendomi , sorrise e disse:”Dai,
posa la macchina e vieni con noi” . Così feci e li raggiunsi all’interno dell’albergo. Qui la ragazza mi presentò
il cantante , che seguimmo allo spettacolo tenuto al palatenda e nella seguente cena in uno dei tanti locali
che purtroppo non esistono più. Renato era veramente simpatico e divertente , anche con tutti i suoi
manifesti eccessi . Ricordo anche che in quel periodo lo seguiva sempre nei suoi spettacoli , attraversando
un periodo difficile della sua carriera, la cantante Loredana Bertè, da sempre amica insieme a sua sorella
Mia Martini dell’artista romano. La Bertè era alloggiata all’Hotel Gattapone. Per noi ragazzi la cantante
costituiva un po’ un mito di bellezza , abituati come eravamo a vedere i suoi sexi manifesti per le vie
cittadine, quando era testimonial di una nota casa produttrice di jeans. Quelli erano anni che il rapporto di
noi giovani con la musica dei nostri cantanti preferiti era diretto, li si conosceva, ci si andava a cena insieme,
non era tutto regolato dalle ferree leggi del mercato. Eppure io non ero neanche uno che ne andava

particolarmente alla ricerca. Potrei citarne tanti dei piacevoli incontri che hanno caratterizzato la mia
giovinezza. Le patatine fritte che mangiavamo nel primo pub spoletino, quello di Sahid , l’Iraniano scappato
con l’avvento di Komeini, insieme a Gianna Nannini . Tutti i festival dell’Unità dove s’incontravano i Nomadi,
Guccini,Venditti,De Gregori e chi più ne ha più ne metta. Non si pagava niente, ricordo Alberto Fortis per un
San Valentino e il grande Pierangelo Bertoli in una tendostruttura da sagra a Terni, un concerto
meraviglioso. Sempre a Terni , non ricordo in che locale Stefano Rosso con la sua “storia disonesta” e tanti e
tanti altri. Ma oltre all’incontro con Renato Zero voglio raccontarne un altro del tutto casuale e forse per
questo il più entusiasmante, anche perché con uno dei miei idoli musicali da sempre. Fu ancora negli anni
1982/83, frequentavo in quel periodo insieme ad un amico, due ragazze iscritte all’università di Perugia, io
in quegli anni l’avevo lasciata e avevo cominciato a lavorare. Una sera andammo a prenderle e, non ricordo

come, decidemmo di andare a ballare in un locale vicino Corciano che si chiamava “Conca del Sole”.
Quando arrivammo il locale era mezzo vuoto, saremmo state una trentina di persone. Non ci interessava
molto, visto che eravamo in compagnia. Un po’ Si ballava e un po’ si chiacchierava davanti ad una bibita.
Verso mezzanotte la porta del locale si aprì ed entrarono Lucio Dalla e Ron, che forse erano alloggiati lì per
qualche altro concerto. Da quel momento ballammo con la loro musica e ridemmo e scherzammo,
bevemmo vino insieme ascoltando i loro brani meravigliosi. E tutto in un clima amichevole. E stemmo lì
finché, verso le tre , non si ritirarono per dormire. Ecco, ho voluto raccontare qualche mia esperienza
giovanile , dalla quale si capisce forse un po’ perché sono amante, in particolare, della musica italiana
cantautoriale: ha un legame indissolubile con quegli anni 70/80 che hanno accompagnato la mia giovinezza.